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Dai Territori 05 Jul 22

Comune di San Gregorio Magno

Pubblichiamo l’intervento di Nicola Padula, Sindaco di San Gregorio Magno, in Campania, dove sono stati attivati gli hotspot gratuiti e che si aggiunge ai Comuni che hanno aderito al Progetto WiFi Italia.

“Il paese è situato nell'Alta valle del Tanagro, al confine con la Basilicata. Il luogo dove sorge ora San Gregorio Magno- il paese ricorda nel proprio nome il Pontefice Benedettino Gregorio I (590- 604 d.C.)- apparteneva in epoca romana al territorio di Volcei, l'odierna Buccino. Siamo all'interno dell'antica Lucania.

Il paese sorse verso la fine del XII secolo, come Casale di Buccino. La prima notizia diretta su San Gregorio Magno, accertabile attraverso le fonti documentarie, rimane il privilegio dell'11 Novembre 1200 concesso da papa Innocenzo III all'arcivescovo di Conza Pantaleone, con il quale il Pontefice confermava e sanzionava la circoscrizione dell'arcidiocesi elencando tutte le terre, abbazie e chiese- fra cui quella di San Gregorio Magno- in essa comprese. Nel 1231 l'imperatore Federico II di Svevia- nell'ambito della vasta opera di riordinamento amministrativo a cui sottopose tutti i territori dell'Italia Meridionale, continentale ed insulare che allora facevano parte del regno di Sicilia- stabilì anche lo statuto dei castelli di Principato Terra di Lavoro e Terra Beneventana. Dallo Statuto risulta che san Gregorio, seguendo la sorte di molte città e terre demaniali date in feudo da Carlo I ai cavalieri francesi che lo avevano aiutato nella conquista del Regno, fu assegnato a Gilles de Blémur.

La lunga guerra fra gli Angioini e gli Aragonesi, scoppiata con i vespri Siciliani del 1282, coinvolse anche il comune di San Gregorio Magno, che fu obbligato a contribuire al vettovagliamento dei soldati del re Carlo con il versamento giornaliero di una salma di frumento e di una di grano. Dal 1568 e fino al 1678 i feudatari del paese furono i Caracciolo duchi di Sicignano. Nel 1700 subentrò, come unico erede dell'ultima duchessa di Sicignano Ippolita Caracciolo, il pronipote Carlo Tocco, principe di Montemiletto. Gli anni immediatamente successivi videro lo smembramento dell'antico patrimonio feudale: San Gregorio- insieme a Sicignano, San Licandro e Cardile- fu acquistato dal duca di Cannalunga Giacinto Falletti e da questa famiglia passò per successione nel 1794 a Giuseppe d'Anna, duca di Laviano e ultimo intestatario del feudo. Saper custodire la propria storia vuol dire anche essere aperti all’innovazione: per questo abbiamo aderito al progetto Wifi Italia, fornendo la connessione gratuita ai nostri cittadini”.