Repubblica Italiana

Dai Territori 13 Jul 21

Comune di Bova Marina

Pubblichiamo l'intervento di Saverio Zavettieri, Sindaco di Bova Marina, in Calabria, dove sono stati attivati gli hotspot gratuiti e che si aggiunge ai Comuni che hanno aderito al Progetto WiFi Italia.

“Bova Marina, denominata dai Greci di Calabria Jalò tu Vua "Marina di Bova" dal termine greco antico βούα “mandria, torma di giovani spartani che si addestra alla vita brada, degli uomini duri” (Esichio), è il principale paese dell’Area Ellenofona (Bovesìa). Nel medioevo fu denominata Fùndaka "alberghi, botteghe, magazzini" dall'arabo 'fundaq', vocabolo a sua volta proveniente dal sostantivo greco antico πανδοκείον "albergo" dall'aggettivo πάνδοκος "che accoglie tutti"; è pertanto un paese accogliente, situato su un territorio pianeggiante, in riva al mare Ionio. Appartiene alla provincia di Reggio di Calabria, da cui dista 43 chilometri, ed è adagiata sul lembo di mare che, da Melito di Porto Salvo a Capo Spartivento, costituisce la costa più meridionale dell'intera penisola Italiana.

La sua storia è strettamente connessa con quella di Bova, la "Chora" degli ellenofoni, dalla quale l'attuale insediamento ha tratto origine, intorno alla metà dell'800, per iniziativa dei vescovi mons. Vincenzo Rozzolino e mons. Dalmazio D'Andrea. Il sito originario era un rifugio di pescatori ed un fiorente scalo per le merci e per i collegamenti che avvenivano via mare, noto sin dall'epoca ellenistico-romana, posto in prossimità degli storici insediamenti ricordati dalla tradizione, come Delia, o citati negli antichi documenti, come la Tabula Peutingeriana, ("carta stradale" romana), che ci ha tramandato il toponimo Scyle. In prossimità di tali luoghi si sono sovrapposti, nel corso di una storia plurimillenaria, molti insediamenti: protostorici (VII - VI millennio a.C.), nelle località Umbro e Penitenzeria, poi greci, romani e bizantini a Mazza, Amigdalà e San Pasquale.

Di particolare rilevanza, per la sua rarità, è un insediamento ebraico, posto nella vallata del San Pasquale, che ci ha lasciato in eredità i resti dell'antichissima sinagoga con un importante mosaico (IV sec. d.C.). Nella stessa area si ritrovano un'ampia struttura romana (I-IV sec. d.C.) e la chiesetta bizantina della Panaghia (la "Tutta Santa"). In località Apàmbelo, su un suggestivo colle raggiungibile solo a piedi, insistono le mura perimetrali e l'abside della chiesetta, anch'essa bizantina di S. Niceto (X secolo), insieme a interessanti resti dell'età del bronzo e di abitazioni monastiche medievali. In epoche più recenti, dalla conquista normanna in avanti (X-XII sec. d.C.) il centro più importante del territorio divenne Bova-Chora, arroccata su una poderosa rupe a oltre 900 metri di altitudine, da cui l'attuale abitato in marina ha poi nuovamente tratto origine. La parte più antica di Bova Marina (posta intorno all'attuale via Borgo) si sviluppò nel XIX secolo, quando il vescovo mons. Dalmazio D'Andrea acquistò dal demanio dei terreni in prossimità del Torrente Siderone e lì concesse gratuitamente ai contadini che accettavano di trasferirvisi. Al primo nucleo di abitanti fece seguito una veloce espansione, grazie alla presenza della stazione ferroviaria e alla strada di collegamento con gli altri centri costieri e con la città di Reggio.

Con l’adesione al progetto Piazza Wifi Italia la nostra amministrazione implementa le opportunità di comunicazione grazie alla tecnologia digitale”.