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Dai Territori 08 Sep 20

Comune di Gagliano del Capo

Pubblichiamo l'intervento di Carlo Nesca, sindaco di Gagliano del Capo, in Puglia, dove sono stati attivati gli hotspot gratuiti e che si aggiunge ai Comuni che hanno aderito al Progetto WiFi Italia.

Colgo l’occasione per ringraziare il Ministero dello Sviluppo economico per aver promosso il progetto “Piazza WIFI Italia “segno di attenzione verso i piccoli Comuni. Come amministrazione abbiamo colto positivamente le finalità del progetto che permette ai cittadini ed ai visitatori di fruire sul nostro territorio di due punti, di rete WIFI libera, quale strumento ormai indispensabile nella nostra quotidianità. Gagliano del Capo si trova in provincia di Lecce, sorge di fronte al suggestivo canalone del Ciolo. Lungo la costa frastagliata si aprono grotte incantevoli e cavità già frequentate dall’uomo del paleolitico.

Il Paese, pur avendo un toponimo di origine romana, si è andato formando nel corso dei Medioevo. Dal 533 all'XI secolo fu sotto il dominio bizantino, quindi normanno. Durante il feudalesimo ebbe la signoria prima Enrico e poi la figlia Isolda de Nocera; passò allora alla famiglia Sambiasi e infine, nel 1485, da Ferdinando di Aragona, Gagliano fu concessa alla famiglia Castriota Scanderberg dalla quale discese Giovanni che si distinse nella battaglia di Lepanto nel 1571. Nel XVII secolo l’antica Terra di Gagliano fu feudo della principessa di Cassano, donna Laura Guarini e solo nel 1806 fu sciolto da ogni vincolo feudale.

Al paese appartengono anche le frazioni di Arigliano e San Dana. Vari sono i monumenti da visitare. La chiesa parrocchiale, edificata dal maestro Ercole Cassano nel 1580, la chiesa di San Francesco da Paola, con annesso convento e biblioteca dei Padri Minimi, fu edificata nel 1616 per volontà di Giovanni Castriota Scanderbeg. La chiesa dell'Immacolata, eretta nel 1860 sulle rovine della cappelletta di Sant'Angelo, è sede dell’omonima arciconfraternita. Nell’interno, tra le varie opere, si può ammirare il pavimento in mosaico, tessuto nel 1884 da Antonio Peluso. “